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venerdì 10 febbraio 2012

Ho deciso di creare un blog per parlare di una situazione patologica molto frequente ma poco conosciuta: la poliabortività.
La poliabortività è una situazione patologica in cui una donna non riesce a portare a termine le gravidanze che intraprende avendo due o più aborti. Normalmente dopo il secondo o terzo aborto sarebbe opportuno eseguire una serie di esami per andare a capire come mai questo succede e a questo punto interviene la personale esperienza e cultura del medico che segue la paziente. Molto spesso mi sono sentito dire che alcuni specialisti attribuiscono al caso o a cause non ben definite la situazione patologica in oggetto senza eseguire ulteriori esami aggiuntivi. Nella mia esperienza personale ho messo a punto una serie di esami importanti da eseguire con, evidentemente, anche la cura in base alle problematiche che sono state messe in luce.

6 commenti:

  1. A questo punto molti si domanderanno perchè avviene questo fenomeno, che tra l'altro è ancora in fase di studio: le motivazioni che posso descrivere qui sono molto superficiali, non essendo un corso universitario, ma in linea di massima le cose che cerchiamo, per poter spiegare le cause sono tre:
    1) Cromosomi dei genitori con alterazioni tali da creare un embrione con delle caratteristiche patologiche tali da non consentirgli la vita;
    2) Autoanticorpi, cioè delle sostanze prodotte dallo stesso corpo materno, che vadano in qualche modo a lesionare la placenta che è l'unico modo per rifornire di elementi nutrizionali e ossigeno il feto;
    3) Mutazioni genetiche, sempre materne, che creano dei disguidi nel fenomeno della coagulazione e che si esprimono soprattutto a livello placentare con creazione di trombi e successivi infarti nel parenchima e riduzione, sino all'annullamento, del tessuto utile agli scambi tra madre e feto.

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  2. Poi in base ai risultati di tali esami, si può decidere per la cura più appropriata.

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    1. Esiste sempre una cura appropriata in ciascuna delle 3 situazioni che Lei ha illustrato?

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    2. n ogni situazione, cara Amica, è possibile intraprendere una terapia e nella mia casistica ho una altissima percentuale di successi. Bisogna valutare dove si colloca la situazione patologica e somministrare la terapia adeguata che di solito è una integrazione di più farmaci.
      Cordiali saluti.
      Dr scatamburlo

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  3. Salve, ho 38 anni e da due anni sto cercando di avere un bambino.
    Ho iniziato questo percorso con il mio ginecologo facendo tutti gli esami del caso e non riscontrando alcuna anomalia.
    Vengo subito informata che il mio ovaio micropocistico non avrebbe favorito questo progetto tuttavia a maggio dello scorso anno (dopo un anno e mezzo) finalmente la sorpresa.
    Purtroppo alla prima ecografia fatta alla 7s non è stato riscontrato battito fetale e dopo altri controlli sono stata sottoposta a raschiamento.
    Tutti i medici incontrati in quel momento mi hanno rassicurato ed incoraggiato a non desistere. Novembre dello stesso anno nuovamente una sorpresa, ma prima ancora di poter andare alla prima visita iniziano delle perdite. In pronto soccorso ginecologico vediamo il battito e vengo messa a riposo assoluto. Dopo una settimana avviene l'aborto spontaneo.
    Su consiglio di un giovane dottore inizio a fare tutti gli esami per la poliabortività e a gennaio di questo anno riscontrano una debole positività al LAC.
    Il mio ginecologo a questo punto mi dice di aspettare a ripetere l'esame a distanza di 3 mesi e di rivolgermi ad un centro specializzato per le malattie autoimmuni.
    Assolutamente sconsigliato tentare una nuova gravidanza prima di aver continuato le indagini.
    Sarà per la mia età, sarà perchè il nostro desiderio di un figlio è grande, sarà che due anni di attesa sono lunghi, sarà che due aborti sono difficili da "digerire" ma l'ultima cosa che volevo adesso è iniziare un'altro percorso diagnostico che sposterà sempre più in là il "via libera".
    Spero possa fornirmi qualche indicazione.
    Saluti.

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  4. Cara Amica. E' difficile valutare la Sua situazione con questi pochi dati. E' importante che siano stati effettuati tutti gli esami per la valutazione della poliabortività. Se può mi invii gli esami eseguiti in via privata e anonima all'indirizzo paolo.sca@tin.it e valutiamo insieme cosa manca e cosa si può eseguire ancora per valutare la terapia più appropriata.
    Cordiali saluti
    dr. scatamburlo paolo

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