Powered By Blogger

venerdì 24 febbraio 2012


In un mondo che corre veloce e che non ha spazio per i ricordi volevo lasciare, a tutti voi, un pensiero, una traccia di pensiero, per un collega il cui lavoro ritengo fondamentale per l'evoluzione della medicina moderna. Il futuro si programma sempre sul passato, sia esso fatto di errori o di grandi scoperte. Molto spesso ricordiamo grandi nomi del passato come Pasteur, Marconi, Leonardo da Vinci, ma anche altri piccoli attori dei tempi remoti non devono essere dimenticati.
Uno di questi si chiamava Ignazio Filippo Semmelweis: medico Ungherese vissuto nella prima metà dell'ottocento e morto nei primi mesi del 1865. 
Era un Ginecologo Ostetrico, proprio come me, che viveva e lavorava in un periodo in cui la morte delle puerpere era quasi una regola. La donna che dava alla luce un figlio sapeva di entrare in clinica o partoriva tra le mura di casa ma molto spesso non vedeva il figlio crescere per una malattia chiamata “FEBBRE PUERPERALE EPIDEMICA” che portava quasi sempre alla morte.
Considerate che in quei tempi non si conosceva l'esistenza dei microorganismi e, pertanto, le malattie infettive erano perlopiù sconosciute.
Il dottor Semmelweis, però, osservò un piccolo particolare che sfuggi alla moltitudine dei medici che vivevano nell'ottocento.
Premesso che i ginecologi eseguivano le autopsie sulle donne morte da parto a mani nude e con le stesse mani, intrise dei fluidi del cadavere, andavano a fare partorire altre donne, non c'è da stupirsi che la mortalità a quei tempi si aggirasse intorno al 12-20 % delle donne che partorivano.
Questo significa, a grandi numeri, che in un reparto come quello di Mirano dove partoriscono almeno 1500 donne all'anno, almeno 200 – 300 donne ci lasciavano le penne.
Stupiti??
Bene, il Dottor Semmelweis osservò che lavandosi le mani con una soluzione a base di Cloro la mortalità delle puerpere veniva abbattuta in maniera drastica sino ad arrivare al 2-4 %.
Fatevi voi due calcoli e provate a pensare che in tutti i reparti, peraltro pochi, che seguirono il loro consiglio, le vite salvate furono migliaia e migliaia.
Perchè furono pochi? Furono pochi perchè il dottor Semmelweis venne ostacolato in tutti i modi dall'ambiente accademico di quei tempi che doveva per forza rivedere tutte le teorie che avevano messo su carta i grandi baroni delle università.
Non che avesse un gran bel carattere Ignazio, ma era evidente che i dati erano a suo favore e ciò nonostante l'ambiente accademico prese le distanze e lo relegò sempre più a ruoli di minor importanza sino a volerlo radiare dall'ordine dei medici.
Lui scrisse libri, portò all'attenzione dati osservazionali, combattè allo strenuo delle forze sino ad andare in depressione e impazzire per il fatto che quasi nessuno lo ascoltava e mori di stenti, in povertà assoluta e proprio di quella febbre che tanto aveva lottato per debellare, accudito da un unico amico che lo difese sino all'ultimo.
Pertanto, l'unica cosa che vi chiedo con fervore, quando vi lavate le mani, almeno una volta ogni tanto, pensate a quel medico che salvò migliaia e migliaia di vite e che nessuno riconobbe quando ciò gli doveva essere dovuto.

Riposa in pace Dr. Semmelweis, non ti dimenticheremo mai.

                                                                                                                     Dr. Scatamburlo Paolo

Nessun commento:

Posta un commento